Diversità è ricchezza: tre amici africani

 

Martedì scorso sono venuti a farci visita tre ragazzi di colore, originari da tre diversi paesi dell’Africa, per raccontarci la loro storia, il loro viaggio e il loro soggiorno qui in Italia. Dopo le presentazioni alcuni allievi di classe Seconda li hanno accompagnati a visitare gli ambienti della scuola, i laboratori e le serre. Dopo di che ci siamo riuniti tutti in sala polivalente per un incontro ufficiale. Inizialmente il prof. Peruzzo ha chiesto ai tre ragazzi da dove venissero e quanti anni avessero. Così abbiamo scoperto che avevano tra i 24 e i 32 anni, si chiamavano Madjid, Lamine ed Ensa, e provenivano rispettivamente dal Togo, dal Senegal e dal Gambia. Nonostante ognuno ci abbia raccontato la propria storia personale, tutti e tre hanno affermato di aver abbandonato il loro paesi d’origine perché si stava male, non avevano prospettive, ma soprattutto hanno lamentato una forte corruzione e mancanza di libertà.

 

Hanno poi detto che molti immigranti che vengono in Italia, secondo loro, non vengono aiutati ad integrarsi e quindi faticano ad inserirsi: perché non sanno parlare la lingua, perché non sanno come comportarsi e, non da meno, non conoscono le regole imposte dallo stato! Loro tre sono stati più fortunati, hanno trovato chi li ha aiutati, sono in Italia da un anno e mezzo circa e parlano già discretamente bene la nostra lingua. Nonostante la vita difficile che hanno avuto, a noi sono apparsi felici e sorridenti, ma soprattutto amichevoli: abbiamo fatto un sacco di foto assieme!

 

 

 

 

 

In un secondo momento il prof. Peruzzo ha coinvolto tutti in una simpatica attività. Ad ognuno è stato consegnato un foglio marrone su cui scrivere un ricordo del proprio passato, e uno verde, sagomato come la foglia di un albero, su cui scrivere i propri sogni o le proprie intenzioni per il futuro. Tutti i fogli sono stati poi letti e incollati su un cartellone, che raffigurava un albero stilizzato. Le radici simboleggiavano i nostri ricordi, il nostro passato, da dove veniamo, mentre la chioma rappresentava i nostri sogni, il nostro futuro, dove andremo.

 

 

 

Verso le 12:30 ci siamo poi spostati in atrio, dove abbiamo pranzato con ciò che in mattinata avevano preparato il prof. di Cucina Mirko assieme a Joel, Andrea, Nicola e Francesco. Abbiamo mangiato un piatto tipico dei paesi africani, il couscous, e uno tipico nostro, le frittelle.

 

 

 

 

 

La giornata è stata davvero piacevole, oltre che interessante. Ci siamo salutati con la promessa che torneranno a trovarci qualche volta.

 

(Articolo realizzato con i testi di Thomas Bregolato e Marco Basso)

 

 

Alcune statistiche per conoscere i tre paesi di provenienza dei nostri ospiti

 

 

 

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