Lo studio della Storia

Perché si studia la Storia?

– conoscere il PASSATO

-per capire il PRESENTE

-e fare previsioni sul FUTURO

 

Quando incontriamo una persona che non conosciamo, per prima cosa le chiediamo come si chiama e “da dove viene”: la interroghiamo sul suo passato, per capire che tipo di persona è nel presente, poiché ciò che siamo è determinato dall’insieme delle nostre esperienze passate. Solo in questo modo possiamo fare davvero conoscenza di una persona, se è qualcuno di cui fidarsi o dal quale è meglio stare alla larga, capire se diventeremo amici o meno. Lo stesso concetto si può applicare allo studio della Storia.

Inoltre, studiando gli errori commessi nel passato, possiamo trarre un insegnamento per il futuro: possiamo imparare a non ripetere gli stessi sbagli, per affrontare la vita con maggiore consapevolezza di ciò che è bene e ciò che è male.

 

Come lavora uno storico?

La parola Storia deriva dal termine greco Historia, che significa indagine, ricerca: lo storico infatti è un ricercatore, un investigatore che, dinanzi ad un fatto storico, si pone delle domande, fa delle ipotesi e cerca di verificarle, raccogliendo ed esaminando degli indizi.

 

La storia del sig. Fiaschetta.

Una notte fredda e buia, sto passeggiando per una strada solitaria della Città Senza Nome, quando all’improvviso un grido spezza il silenzio. Corro a vedere cosa sia accaduto e trovo il sig. Fiaschetta, l’ubriacone del paese, a terra e privo di sensi. Lo spettacolo è davvero raccapricciante: il corpo del sig. Fiaschetta giace sul marciapiede antistante un palazzo; ha gli occhi a x e un’espressione piuttosto ebete in volto; dalla tasca sporge uno scontrino del bar; attorno a lui ci sono alcuni frammenti rotti di vetro.

Mi guardo attorno. In alto, da una finestra aperta del palazzo, si scorge la luce accesa di una stanza. Poco lontano c’è un bar aperto fino a tarda notte: i clienti potrebbero aver visto cosa è successo. Nel vicolo a fianco un uomo con la telecamera sta facendo delle riprese: magari ha filmato l’accaduto.

 

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Dopo essermi accertato che il sig. Fiaschetta è solo svenuto, decido che non c’è tempo da perdere e comincio subito ad indagare.

1) Faccio un’ipotesi e indago per verificarla – Il sig. Fiaschetta è precipitato dalla finestra? Qualcuno lo ha spinto giù? Oppure è caduto un vaso dalla finestra ed è finito sulla sua testa?

2) Interrogo i testimoni diretti – Chiedo ai clienti del bar se hanno visto qualcosa.

3) Cerco gli indizi/le tracce – Esamino i cocci di vetro, il corpo della vittima, leggo la data e il luogo in cui è stato emesso lo scontrino…

4) Guardo le foto e filmati girati in quel momento (le fonti iconografiche) – Esamino il filmato della telecamera e le foto scattate con gli smartphone dai clienti del bar

 

A questo punto, tutti gli indizi e le prove raccolte mi servono per rispondere a 5 domande:

Chi? – qualcuno ha spinto giù dalla finestra il sig. Fiaschetta? Chi è stato?

Come? – come si sono svolti esattamente i fatti?

Dove? – dove si sono svolti i fatti? La vittima è precipitata dal palazzo o stava passeggiando sul maciapiede?

Quando? – a che ora si sono svolti i fatti?

Perché? – se qualcuno ha tentato di uccidere il sig. Fiaschetta, perché lo ha fatto? Per quale causa (un litigio)? Per quale scopo (al fine di derubarlo)?

 

Questo procedimento di indagine è lo stesso che si applica nello studio della Storia. Lo storico ha il compito di ricostruire gli avvenimenti del passato, attraverso l’analisi delle fonti, che possono essere di 4 tipi:

Fonti orali: interviste, canzoni, leggende tramandate a voce

Fonti mute: utensili, armi, ossa

Fonti scritte: diari, libri, scritte murarie

Fonti iconografiche: dipinti, foto, filmati d’epoca