La Festa di San Martino

Questa xe la sera bela,
Che se sta in canton del fogo,
Coi maroni atorno, atorno,
E con un bon bozzon de vin,
Farghe viva a S.Martin.

 

 

Oggi, 11 novembre, Il mondo contadino è in festa per l’Estate di San Martino, un capodanno rurale celebrativo, che coincide con la messa a riposo dei campi, la scadenza dei contratti agricoli, da sottoscrivere a vendemmia conclusa, con le olive in frantoio e vino novello e castagne sulle tavole contadine.

 

La festa di San Martino, fin dal Medioevo, rappresentava una delle più importanti feste dell’anno, una sorta di capodanno contadino nel corso del quale si mangiava e si beveva in abbondanza, prima  del periodo di penitenza e digiuno precedente il Natale, che cominciava il 12 novembre e prendeva il nome di “Quaresima di san Martino”.

 

Ma il motivo della festa non era solo religioso: si celebrava la conclusione delle attività agricole legate all’inizio dell’autunno. L’11 novembre scadevano infatti i contratti agricoli e di affitto, e di conseguenza si svolgevano in questo periodo i traslochi (“fare san Martino” voleva dire proprio “traslocare”). In questo periodo occorreva poi finire il vino vecchio, per pulire le botti e prepararle per la nuova annata, e si iniziava a bere il vino novello (“per san Martino ogni mosto è vino”). Si festeggiava infine il clima più mite che solitamente caratterizza queste giornate novembrine, definite per questo  “estate di san Martino”.

 

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